Pierino Brunelli: l’ultimo imperatore

La storia dell'uomo che sognava di costruire un impero

Qualche settimana fa vi avevamo parlato di Lorenz, il rocker che si considerava la versione romagnola di Elvis Presley; quest’oggi ritorniamo ancora nella patria della piadina e del Sangiovese per presentarvi un altro personaggio dai contorni mitologici: Pierino Brunelli. A prima vista il signor Brunelli ricorda un altro romagnolo, anch’egli calvo e nativo di Predappio, non troppo lontano da Pontecucco, la piccola frazione di Cesena terra natale di Pierino. Ma le similitudini fra Pierino Brunelli e Benito Mussolini non si fermano all’aspetto fisico e alla terra di origine: anche Brunelli infatti sognava di costruire un impero.

Detta in questo modo potrà sembrarvi strano ma vi assicuriamo che è effettivamente così e che il nostro eroe aveva costruito un progetto politico di dimensioni enormi avente l’obiettivo di “togliere il male che affligge l’umanità”. Per fare tutto ciò si serviva di una sua personale televisione privata, TV Imperiale Universale, da cui diffondeva i suoi messaggi, resi celebri al grande pubblico grazie alla Gialappa’s Band e a Mai Dire TV. Inizialmente Brunelli, contadino nel suo podere, aveva creato un partito denominato “Movimento Autonomo Lavoratori” ma ben presto il suo progetto si era ingigantito: dopo aver inviato una raccomandata con ricevuta di ritorno “al presidente degli Stati Uniti, al presidente dell’URSS e a sua Santità il Papa,” Brunelli aveva infatti proclamato l’indipendenza di un nuovo stato confinante “a nord con il fiume Po, a nord-ovest con l’autostrada Padova-Bologna-Firenze, a ovest con la cresta dell’Appennino Tosco-Emiliano ed Umbro-Romagnolo, a sud con il fiume Metauro e ad est con il mare Adriatico.” Il nuovo stato viene ribattezzato Magna Romagna e i suoi abitanti magni-romagnoli e magne-romagnole.

[brid id=”585606″]

La proclamazione dell’impero

Nell’immaginifico progetto di Brunelli la Magna Romagna era un superstato che avrebbe dovuto costituire la base di partenza per la realizzazione del S.U.M.F.E.S.—Stati Uniti Mondo Federale Economico Spirituale. Il mondo doveva essere diviso in 1.258.400 ministati. La grandezza da prendere ad esempio come misura standard per il ministato? Il podere di Brunelli: 11 di questi ministati avrebbero formato un medistato, 26 medistati un maxistato, due maxistati un superstato. Il mondo era così composto da 2.200 superstati. La Magna Romagna aveva poi la sua moneta, il brunello, coniata in rame e con cui l’imperatore pagava i commercianti di Ponte Cucco, rifiutandosi di usare le lire. Siete confusi? Abbiamo appena cominciato.

[brid id=”585475″]

Come avete appena visto in questo video Pierino, ispirandosi alla Francia rivoluzionaria, aveva anche deciso di creare da zero un nuovo calendario, cambiando i nomi dei mesi:

GENNAIO – FREDDOLOSO; FEBBRAIO – RAGIONEVOLE; MARZO – IMPREVEDIBILE; APRILE – PROMITTENTE; MAGGIO – FIORITO; GIUGNO – TEMPORALESCO; LUGLIO – AFOSO; AGOSTO – TORRIDO; SETTEMBRE – MITE; OTTOBRE – VARIOPINTO; NOVEMBRE– NEBBIOSO; DICEMBRE – PIGRONE

Anche i nomi delle quattro stagioni erano stati cambiati: a Inverno, Primavera, Estate ed Autunno succedono “Carnevale”, “Post-carnevale”, “Spensieratezza in mezzo all’acqua e in mezzo al sole” e “Pre-carnevale”. Chiaramente anche i giorni della settimana non possono restare immuni alla furia iconoclasta di Brunelli: primdì, secondì, terzdì, fardì, vindì, riposdì, relaxdì.

La capitale della Magna Romagna e futura capitale dell’impero è invece Ponte Fine, città ideale da costruire nel suo podere. Ponte Fine comprende un “centro di accoglienza per persone anziane sole e bisognose di assistenza,” un’osteria, una piscina, un’infermeria da 50 posti letto, delle casette (per singoli e per coppie), un emporio, varie aree agricole, un’area industriale creativa, un faro e la capitaneria di porto (il fatto che il podere sia a una decina chilometri dal mare è un dettaglio trascurabile). Ponte Fine è la città modello, da prendere a riferimento per tutte le future città dell’impero.

Il progetto per la costruzione di Ponte Fine (Crediti: Facebook – Pierino Brunelli).

Brunelli ha pensato a tutto, anche a un esercito per la difesa e tutela dei cittadini, un corpo scelto composto da circa 138 milioni di boscaioli. Innanzitutto questi uomini devono occuparsi di disboscare un terzo del terzo del territorio mondiale (non è chiaro per farci che cosa) e provvedere a compiti di polizia. Questa sorta di esercito sarebbe stato sotto il controllo dell’IRAP (Istituto Ricostruzione Ambientale Planetario), a sua volta dipendente dall’UMB (Unione Mondiale Buongustai), un ente con un unico, chiaro e imprescindibile obiettivo: “promuovere l’apertura nel mondo di osterie ed enoteche”. Non avete letto male ma è proprio così: in pratica a capo dell’esercito ci sono alcuni personaggi (11 per l’esattezza) che hanno come principale scopo quello di promuovere nel mondo il gusto dello stare insieme a tavola e del mangiar bene.

L’imperatore voleva ovviamente che i suoi sudditi fossero felici e per questo aveva promulgato, tramite la sua tv, un gran numero di editti che consigliava di rispettare nella vita quotidiana: trascorrere almeno 2 sere alla settimana in compagnia di amici in balera e ballare lisci, percorrere da 50 a 100 km al giorno in bicicletta, dedicarsi alla caccia e alla pesca. Brunelli consigliava poi di costruire con le proprie mani tutti gli oggetti che vengono utilizzati durante la vita quotidiana. Le prescrizioni toccavano anche gli argomenti culinari: è consigliato infatti mangiare almeno una volta al giorno piadina imperiale, con contorno di radicchio del proprio orto, cipolla, e vino (anch’esso fatto in casa con uva pestata, rigorosamente con i propri piedi). Brunelli consigliava poi di divertirsi, giocare a dama o a scacchi, ma mai puntando soldi: il gioco d’azzardo è infatti proibito in tutti i territori dell’impero.

[brid id=”585607″]

Brunelli ha pensato proprio a tutto.

Potremmo andare avanti ancora ad elencare tutti i deliranti editti dell’imperatore (che potete vedere cliccando qui, passando i 53 minuti più surreali della vostra vita) descrivendovi di quando propose di marciare su Roma al comando di tori e tacchini o di quando costituì la Casa Vinicola Imperiale ma per oggi abbiamo deciso che forse è meglio chiudere qui l’articolo. Da ormai più di 25 anni dell’imperatore si sono praticamente perse le tracce, la sua tv è ormai un ricordo del passato, e in pochi si ricordano di lui. Pierino però è sempre lì, a coltivare la sua terra nel podere di Ponte Cucco, e se per caso vi verrà voglia di passare a trovarlo l’imperatore vi saluterà con una frase che era solito ripetere e che costituiva per lui un punto fermo: “Io non vi faccio previsioni per il futuro, però 2 cose vi dico: Se si semina si raccoglie; Dopo la tempesta ritorna sempre il sole.”

El Gallinero13
Che cos'è il trash? E' fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione.

Potrebbe piacerti anche!

Un commento su “Pierino Brunelli: l’ultimo imperatore”

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.