Oggi (NON) mi Sono Svegliato Artista

Signori e Signore ben ritrovati in questa rubrica, che da oggi chiameremo “Trash Talking”, in cui di volta in volta intervisteremo personaggi diversi, discutendo con loro di trash, specialmente nel loro ambito di competenza. Siamo partiti tempo fa con un’intervista ad un giornalista, abbiamo poi avuto modo di parlare con ben due aspiranti ingegneri. Questa settimana, devo ammetterlo, sono stato parecchio condizionato nella scelta dell’ospite. Negli ultimi giorni infatti sul nostro sito si è trattato più di una volta di un tema decisamente importante: l’arte. Siamo usciti con ben due articoli a riguardo (La Supremazia Artistica del Trash: Criticamente Parlando e Arte Trash o Trash Art? Questo è il Dilemma), che consiglio vivamente di andarvi a leggere. Anche perché fondamentali per arrivare a capire quello di cui si parlerà. 

Ma non perdiamoci in chiacchiere, perché “Sono veramente euforico” Cit.

Per questo nuovo capitolo di Trash Talking non mi sono limitato ad un’intervista; mi sono messo in gioco in prima persona. Spinto dalle parole dei miei colleghi, ho deciso di affrontare di petto il tema dell’arte, ma soprattutto del rapporto tra arte e trash. Mi sono detto che non sarebbe bastato affidarmi alle conoscenze date dall’Internet, se avessi voluto parlare di trash e arte, mi sarei dovuto immergere nel trash. E quale migliore modo se non crearlo?

Capiamoci, io alle superiori avevo il 5 fisso in Storia dell’Arte, e credo tuttora di non capirci niente, ma come sostiene il buon Vercingetorige82, il trash non si basa solo sul bello, ma anche sul brutto, quindi apposto. Come ci insegna Pannetta94 inoltre, esiste pure un movimento che prende il nome di Trash Art, quindi non avevo proprio nulla da perdere.

Ebbene si, ho deciso di creare un’opera d’arte, o forse dovrei dire, un’opera trash, con lo scopo di cercare di mettere in pratica quanto imparato e compreso.

Quello che farò ora non è altro che mostrare a voi e al mondo ciò che il mio cervello ha partorito e, dato che non ho la possibilità di commentarlo con ognuno di voi, ho contattato una mia amica artista, Anna (alias Pannetta94), che man mano che l’opera verrà mostrata, ci darà il suo parere.

Iniziamo quindi subito con una spiegazione generale, semplice e veloce, di quello che è il mio capolavoro (si fa per dire): Ispirato dal concetto di Trash Art, ho deciso di riutilizzare dei legni che io e mio padre, mentre tagliavamo legna per il camino, avevamo apprezzato e risparmiato dalle fiamme per la loro forma che ricordava delle gambe, per mettere in piedi (letteralmente) quello che vedete qui sotto in foto.

Ecco qui la mia opera, prima impressione? Sii sincera…

Apprezzo molto l’idea, prendere qualcosa che non centra niente con i soliti materiali e dargli nuova vita anche solo per similitudine (legni che sembrano gambe) è interessante. Però c’è un bel po’ di caos, chi guarda l’installazione non riesce a comprendere proprio tutto.

A tal proposito, ne parlavo con una mia amica di recente, fa un po’ incazzare l’arte contemporanea, tanti artisti fanno cose pensate, con un ragionamento dietro, altri invece fanno cose obbrobriose e cercano poi di dargli una spiegazione. È in questa differenza che si distingue un’opera d’arte.

Mi dispiace ma non si può svegliarsi una mattina ed essere artisti.

Pensa a quelli che dicono che Picasso fa cagare. Lui non si è svegliato una mattina e ha trovato quello stile. Il suo è stato un percorso che lo ha portato pian piano ad arrivare ad una forma (quella di sintesi) diversa da quella da cui era partito. È stato un lento progresso. 
Nel tuo caso puoi partire da quello che mi hai fatto vedere oggi e poi evolverti. Ma è il passaggio che ti rende artista. 

Trash, Arte o Trash Art? Il confine è quasi impercettibile, secondo te questa opera dove si colloca?

Secondo me, non ti offendere, ma nel trash e basta. Però c’è margine di miglioramento dai.

Voto da 1 a 10 e cosa si può migliorare?

Ti do un 6, apprezzo l’impegno ma non ti sei impegnato abbastanza (me lo diceva sempre anche la mia prof di arte, però lei mi dava 4, quindi non avete idea di quanto io sia contento). L’idea c’è poi però non è chiara, ti direi di lavorare su questo.

Ora la parte più difficile, mi serve una mano per scegliere il titolo dell’opera.
Avevo pensato a due possibili idee, la prima, più profonda e “umana”, la seconda invece che si basa principalmente sulla forma dei legni:

  • Libertà, Compagnia e Natura
  • Giornata tra fiche di legno

Li trovo ugualmente geniali ma il secondo ha quel qualcosa in più (ride). 

Che dire, mentirei se dicessi che mi aspettassi di essere riconosciuto come nuovo artista emergente, diciamo che Anna è stata più che clemente. Mi sono comunque portato a casa un 6 e la cosa mi rende veramente contento. Continuerò ad intraprendere la strada dell’arte? No. Continuerò a perseguire il trash nelle sue più svariate forme? Si.
Quindi mi raccomando, ci vediamo tra due martedì con un nuovo capitolo di Trash Talking.

Nel frattempo vi lascio qualche foto dettaglio della mia opera, nel caso l’aveste apprezzata particolarmente. Se invece vi avesse fatto schifo sentitevi liberi di non guardarle.

Francobollo
Mi piacciono le rocce. Studio le rocce. Mi piace il basket. Non gioco più a basket. Ora mi occupo anche di trash. Non è male.

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