La risposta alla vita, l’universo e a “cosa chiedi a San Gennaro”?

Guida intergalattica al trash

I fotogrammi ai quali avete appena assistito vengono fatti risalire dagli storici all’anno del signore 2013, quando un umile giornalista di Fanpage.it era intento a documentare le reazioni dei napoletani al miracolo di San Gennaro.

Alla domanda: “cosa chiedi a San Gennaro?” il giovane uomo con la maglia del Napoli si gira, in quel momento di trascendenza la domanda del giornalista non è che mera retorica, perde di significato e diventa solo un pretesto per la manifestazione dell’Arte.

” Ma io sono giapponese “

– giapponese, circa 2013

Un verso mirabile ed eccelso, Ottonario in rima baciata autonoma.
Una frase semplice ma allo stesso tempo carica di significati e sfumature, molti dei quali restano ancora nascosti ai più, conoscibili solo da colui che ha compiuto il Gesto Artistico.

Inutile direche circa 25 – 30 secondi dopo la pubblicazione del video originale hanno iniziato a comparire sul web un numero incredibile di parodie, meme e altre varietà di sfregio.

Fortunatamente altri autori hanno avuto l’illuminata idea di appaiare il fenomeno “Io sono giapponese” con altre opere trash di simile calibro, come per esempio:

Si narra anche di alcuni italiani che, a Tokyo, hanno incontrato il Maestro per puro caso. Da bravi italiani hanno dovuto necessariamente fare un video bello cringe in cui fermano l’artista per strada in mezzo alla gente e gli chiedono di ripetere la celebre frase. Per rispetto del Sommo non stiamo a riportare quei video, menzioniamo tali episodi per far riflettere il lettore sull’unicità e irripetibilità di tali eventi.

Sì perchè nonostante oggigiorno ci sia un’indubbia abbondanza di opere trash, ognuna è unica, frutto di un flusso caotico che si fa strada nella triste quotidianità e fa breccia nei nostri cuori e nelle nostre coscienze come quelle dannate canzoni spagnole dal ritornello accattivante d’estate.

Allora è d’obbligo tracciare un parallelo con la Guida intergalattica per autostoppisti dove la Terra si rivela essere una grandissima simulazione / supercomputer il cui scopo è trovare la Domanda la cui risposta è il famoso “42”.

Nei libri di Douglas Adams moltissime cose che appaiono banali o casuali agli occhi del lettore si rivelano poi essere estremamente importanti ai fini del funzionamento dell’universo stesso… che il trash sia frutto della stessa energia caotica e casuale? saremo mai in grado di comprenderlo veramente? La Domanda fondamentale è davvero “Cosa chiedi a San Gennaro”?

Non lo so, io so soltanto che “sono giapponese”.

Fonti: Fanpage.it, canale YouTube NickJack


TheAlchimist
Colui che controlla il trash controlla l'universo (semicit)

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