I capelli di Dennis Rodman

Un viaggio psichedelico nella chioma dell'ex stella NBA

The Last Dance, la serie che celebra la dinastia dei Chicago Bulls e di Michael Jordan, dopo poco più di un mese di programmazione è già la serie più vista nella storia di Netflix Italia. Il prodotto realizzato dal regista Jason Hehir è sicuramente un capolavoro che è stato capace di attirare l’attenzione e l’interesse anche di chi non è abituato a masticare basket.

Siete confusi? Non preoccupatevi, è assolutamente normale (quella sul tavolo è vodka). Fonte: thetimes.co.uk

Anche noi della Trasheria abbiamo quindi deciso di celebrare la serie, concentrandoci su uno dei suoi protagonisti indiscussi: Dennis Rodman, un personaggio impossibile da definire in poche parole e per cui non basterebbe un intero articolo, ma che nella sua vita è stato di tutto: giocatore di basket, allenatore, wrestler, attore, diplomatico. Rodman fin da ragazzo è sempre stato un personaggio particolare, poco incline alle regole e propenso a fare di testa sua. Nella stagione 1992-93 Dennis è ormai un affermato giocatore NBA, ha già vinto due titoli ed è il simbolo dei Detroit Pistons, ma è depresso e insoddisfatto: una sera decide quindi di prendere la sua auto e, con un fucile automatico in macchina, andare nel parcheggio del palazzetto della squadra. Probabilmente vuole farla finita ma, complice le 5/6 birre che ha in corpo, si addormenta sul sedile e si risveglia il mattino successivo. Non si sa che cosa sia accaduto durante la notte ma Rodman dichiara di essere un uomo nuovo, che ha scavato dentro sé stesso e ha scoperto veramente chi è; non gli importa più nulla quello che gli altri penseranno di lui, ora vuole soltanto essere se stesso. A partire da quel giorno cambierà notevolmente il suo stile ed il suo modo di vestirsi, a cominciare da quello che diventerà il suo elemento distintivo: i capelli. Qui di seguito vi proponiamo quindi una carrellata di acconciature trashissime di Dennis; vi facciamo umilmente notare che i parrucchieri dopo oltre 2 mesi di chiusura causa COVID hanno finalmente potuto riaprire i battenti. Il nostro consiglio è quindi quello di prendere ispirazione da Rodman nel caso in cui abbiate intenzione di cambiare il vostro look.

Tutto ebbe inizio poco prima di raggiungere Chicago e sua maestà Michael Jordan, quando il nostro eroe ebbe l’idea di provare cosa volesse dire avere dei cerchi nel grano in testa:

In quel di Chicago The Worm (“il verme”, soprannome che deriva dalle sue movenze quando giocava a flipper) si trovò subito a suo agio con i compagni, in particolare con il numero 33, Scottie Pippen. Quando Scottie subì un grave infortunio, che gli fece saltare quasi metà stagione Rodman decise di omaggiarlo con un taglio il suo onore, in cui spiccava il numero 33.

A uno sguardo poco attento questo taglio potrebbe sembrare un omaggio ai leopardi e alla cultura africana, niente di più sbagliato. Fonte: popculture.com

Ai Bulls ci fu l’esplosione del genio: prima si presentò con dei capelli che, a suo dire, dovevano ricordare la bandiera della Germania, e poi decise che sulla sua testa doveva starci proprio tutto l’arcobaleno.

Questo taglio è in grado di restituire anche un certo senso di ordine e precisione per i dettagli. Fonte: hoopshype.com

Nell’ultima stagione ai Bulls Rodman sfoggiò dei tagli leggermente più sobri. D’altronde Dennis aveva anche altre cose a cui pensare: nel bel mezzo delle finali NBA ad esempio, decise, senza dire nulla a nessuno, di andare a registrare un match di wrestling in cui, in coppia con Hulk Hogan, prendeva a sediate un buon numero di persone. Per quest’ultima stagione da campion abbiamo scelto un classico color neroverde:

Fonte: AP Photo/ Mark J. Terrill

Finita la carriera Dennis ha continuato a esportare trash ovunque è stato; a questo proposito, per capire con chi abbiamo a che fare, basterebbe citare il nome di uno dei suoi migliori amici: Kim Jong Un. Il Verme è infatti in ottimi rapporti con il dittatore nordcoreano e più di una volta è stato nel paese asiatico. Recentemente ha anche dichiarato di aver passato una serata con Kim ubriacandosi e cantando al karaoke: direi che dopo questa possiamo anche chiuderla qui.

Quelle qui presentate solo soltanto alcune delle migliori acconciature che Rodman ha sfoggiato sui parquet di tutta America durante gli anni ’90; The Last Dance ci ha fatto ricordare che tipo di personaggio fosse, in grado di essere trash quando molti non sapevano neanche che cosa fosse il trash.

El Gallinero13
Che cos'è il trash? E' fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione.

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