Titolo della serie Adrian

Episodio 5 – Adrian: la serie evento

La puntata che ce l'aveva quasi fatta

Pronti, amici dell’orologiaio?! Siamo giunti all’attesissima puntata dopo la lunga pausa, che ci aveva fatto temere la cancellazione di questa meraviglia.

La bellezza viaggia nell’etere

La puntata parte spumeggiante, con un bel rock a contornare le malefatte del governo e di Dranghestein, che decidono di tagliare lo show di Letal per diminuire la pubblicità alla Befana.

Orso e Carbone che si comportano come Orso e Carbone

Intanto Gilda canta “Finché la barca va” mentre fa il bagno. Orso e Carbone vanno a casa di Adrian, che gli ordina di trovare Marco e portarlo al cascinale. Parte di colpo l’inseguimento, con un cambio di scena da infarto, mentre i due agenti si dimostrano incapaci di catturare un ragazzino. Tutto normale.

Frattanto nella Milano underground, Darian procede in barca, scarrozzandosi un cane, con il quale parla, salvo poi darsi dello stupido per averlo fatto. Il cane è di Johnny Silver, al quale Darian chiede aiuto per un progetto, mentre i due agenti acciuffano Marco e gli spiegano che Darian ha bisogno di lui, per questo motivo ha deciso di fargli venire un infarto, mandando due tizi vestiti da agenti del governo.

Fa quasi tenerezza la soddisfazione con cui guardano quella pentola

Giungono tutti al cascinale e Darian se ne esce con un “hello Marco” perché boh, è più internescional, e Marco gli risponde pure in inglese. Darian li porta tutti sotto la casa ed espone il suo grandioso piano: una televisione pirata! Dopotutto ha senso. Bisogna dire che questa puntata, a livello di trama, si mantiene coerente e scorrevole quasi fino alla fine. Mentre Darian svela il grande piano, Carbone beve da un bicchiere vuoto. Segue riassuntone della creazione della tv, Orso e Carbone che vanno sbattere e inciampare contro cose, Marco stanco perché lavora troppo e Adrian che prende a martellate una pentola. La pentola: usano una pentola di rame martellata a forma di parabola, come trasmettitore per la tv pirata. Sciens.

Gesù è Palpatine

Giungiamo così alla prima incursione, che si inserisce in uno stupido programma di gossip. Panico. Tutti cercano di localizzare l’origine della trasmissione. Sugli schermi compare il Cenacolo (è noto che in Italia l’unico che ha fatto qualcosa è Leonardo), mentre un tizio urla di togliere quella cosa decrepita per mandare in onda crocchette per cani obesi. Le pubblicità sono fantastiche. Alla frase “questa è la bellezza”, parte la vera bellezza, che non è l’affresco, bensì la faccia di Gesù sullo sfondo, circondata da lampi. La gente vede il Cenacolo e improvvisamente, il gossip fa schifo. Certo. Scopriamo anche che ‘sti cinque disagiati si sono pure dati un nome: “I pirati dell’etere”. Son piegata in due e manca ancora un’ora.

Olé!
Bella coreografia, semplice, efficace

Cominciano varie incursioni sulla tv nazionale. La più sconvolgente quando vengono chiamati degli ospiti “importanti”, cioè tre tizi disegnati allo stesso modo, ma con colori diversi, che fanno un balletto sincronizzato, perché fargli fare cose diverse costava troppo. Mentre accade questo, Gilda a casa, si mette a ballare la loro canzone, come una ballerina di flamenco, mentre ci mostra le mutande ad ogni piroetta. Sto ancora cercando di capire l’utilità di questa scena.

Ad un tratto però, la musica cambia, e comincia a sentirsi il Requiem di Mozart, mentre questi tre continuano a ballare imperterriti. Dopo questo ennesimo attentato, Dranghestein è furioso e il governo si preoccupa dei disordini. Questi genii si chiedono pure stupiti, come i pirati sappiano sempre, quando mandare in onda le loro trasmissioni clandestine. Magari cercare una talpa? No? Va beh, come volete.

Assassinio! Tradimento!

Mentre Adrian cazzeggia con la tv, Gilda chatta con alcuni contestatori che vogliono organizzare qualcosa contro il governo, ma su questo torneremo più avanti.

E, di lì a poco, il cielo stellato sopra di lui

La scena seguente ci porta in Parlamento, dove Dranghestein riceve notizia di due parlamentari contrari alla malcelata dittatura. L’Onorevole Libonati infatti, tiene un discorso appassionato contro una legge, che limita la libertà di parola, in nome della legge morale dentro di lui. Sono certa che Kant si sente onorato per la citazione. L’Onorevole Gallotti è l’unico schierato con Libonati, ma il giovanotto viene presto corrotto. Nel frattempo uno degli scagnozzi di Dranghestein invita a cena Libonati e Oscar, presente alla seduta, sente il Dissanguatore praticamente dire al suo amichetto di far fuori l’Onorevole dissidente, oltre a registrare le prove della corruzione di Gallotti. Oh mio Dio, ma non è possibile che una dittatura occulta, si faccia sfuggire dei dettagli così banali, come non controllare a vista la gente o fare chiacchierate sugli assassinii con nonchalance in mezzo ai corridoi.

Ci spostiamo in un sushi restaurant, dove Oscar osserva la cena tra Libonati e lo scagnozzo. Quest’ultimo minaccia gentilmente l’Onorevole con una semicit. del Padrino, poi, vedendo che Libonati non cede, gli avvelena il caffè e lo ammazza. Ce lo aspettavamo.

La manifestazione più inutile della storia e l’ennesimo stupro

Adrian, a causa della tv, sta spesso fuori la notte, quindi Gilda si crede cornuta, che, anche se sbagliata, è la prima deduzione logica che le sentiamo fare. Adrian, saccente come pochi, le dà della scema ben tre volte, come se la conclusione di Gilda fosse così campata per aria. “Ero abbagliato dalla tua intelligenza. E’ talmente forte che regge anche quando dici le cazzate più colossali”. Respect 100.

Comunque i manifestanti si ritrovano in Piazzale Loreto e Gilda si aggrega. Adrian la segue e chiede a Orso e Carbone di cancellarla dagli archivi del Potere, per proteggerla. Tra l’altro, mentre i manifestanti sono in piazza, arrivano le auto della polizia per mandare degli agenti in incognito in mezzo alla folla e dove li fanno scendere?! Davanti alla piazza! Ovvio! Chi mai potrebbe insospettirsi!

La polizia a sinistra. I manifestanti a destra. E da lì escono gli agenti “in incognito”. Sul serio?

Intanto Orso e Carbone vanno a cancellare i dati di Gilda e scopriamo che i migliori agenti del Governo, non sono stati avvertiti del cambio di password per accedere al database. L’espediente per creare suspense più stupido della storia. Come diamine è possibile che non sia arrivato un avviso a tutti gli agenti autorizzati ad accedere al sistema?! Ma la soluzione è ancora più cretina. La nuova password è “benessere e sicurezza”. Mi sta colando il cervello dal naso. Ottenuto l’accesso scopriamo che i genitori di Gilda sono erano spediti nel gulag e che lei era stata pestata da bambina durante gli interrogatori. Ora si spiega perché è scema almeno.

Vorresti volare? O sparare raggi laser? No, preferisco apparire decolorato e desincronizzare la mia ombra

La manifestazione viene fermata dalla polizia e la gente comincia a scappare. Gilda per sfuggire agli agenti, devia in un vicolo e viene bloccata da quattro gorilla della polizia che decidono di stuprarla. Veramente, io voglio sapere (ai uon ciu no) perché questa ossessione per gli stupri. Perché?! D’un tratto appare la Volpe. Sììììììì!!
A parte la solita ombra non sincronizzata, Adrian non è colorato, è tutto bianco, poi improvvisamente si colora, forse per dare più drammaticità.

Ecco, ora comincia l’appuntamento fisso col delirio. Il montaggio ci rovina l’unica cosa bella di tutta la serie, cioè i pestaggi. Invece di farci vedere una bella sequenza, ce la intermezzano con una seduta del Parlamento in cui, dopo l’assassinio Libonati, finalmente agli altri deputatati spunta una coscienza. La scena si conclude con lo scagnozzo di Dranghestein che punta il dito verso i novelli oppositori, alla “j’accuse”, e subito dopo torniamo alla Volpe che comincia a ballare il tango con Gilda, ma il rumore dei tacchi è ancora quello di un dannato flamenco. Poi di colpo la molla e affronta il capo della banda. Ricomincia la seduta del Parlamento, che approva la legge per limitare la libertà di parola. Mentre la Volpe pesta il capo, un altro agente insegue Gilda e qui il montaggio è veramente terribile. In pochi frame lei è per terra, poi su delle scale, poi su un pianerottolo e poi sta per volare giù dal pianerottolo e si aggrappa ad una ringhiera. L’ho dovuto rivedere a rallentatore per capacitarmi di quello che stava succedendo.

Oh no, povero caro

Infine la Volpe sconfigge il capo, ma lui finalmente si ricorda di essere un poliziotto e di avere una pistola. Buongiorno Lombardia. Gli spara e la Volpe…si teletrasporta. Il grande ritorno dei superpoteri, che bello. Gli compare alle spalle, lo disarma, ma alla pistola, cadendo, parte un colpo, che colpisce il poliziotto. La Volpe sconvolta lo guarda, poi comincia a piangere, mentre in poesia gli dice che gli dispiace che stia per andare all’inferno. Ah già, a lui non piace la violenza, è uno di quei supereroi, che non uccide le persone, perché è buono e misericordioso.

Come cavolo potrebbe non capire che è lui?!

Per tutta la scena, tra l’altro, Gilda è rimasta appesa alla ringhiera, che proprio ora cede e lei, che si trovava a due metri da terra, invece di saltare da sola e atterrare in piedi, preferisce aspettare che tutto crolli, per spaccarsi meglio l’osso sacro. Ancora non riconosce Adrian, nonostante si avvicini e lo baci per ringraziarlo, tanto è convinta che lui le stia mettendo le corna, quindi perché no. Ha addosso pure la stessa camicia, santo cielo, nessuno indosserebbe una camicia simile.

Torniamo a casa dove assistiamo al teatrino di Adrian che fa finta di non sapere niente, mentre Gilda gli racconta del quasi stupro e notiamo che Gilda non sa contare, come anche i reporter alla tv. I poliziotti sono magicamente diventati sei. Adrian poi fa pure il geloso, quando Gilda gli dice di aver baciato un altro. Invece di sfotterla tutto il tempo e farle credere di avere un’altra, potresti metterla a parte dei tuoi piani, ma nooo, lei deve essere protetta.

Cambiamo un po’ aria e andiamo in disco con Oscar e Luisa, che vedono dei tizi minacciare il dj perché mette su due remix di I want to know. Oscar risolve la situazione, poi torna a casa e si bomba Luisa. Otto minuti di pura inutilità per la trama.

Il treno della logica all’incontrario va

Darian interrompe per un po’ la trasmissione, visto che le cose si stanno facendo pericolose. Decide di organizzare una rete di cellule in tutta Italia, che trasmettano la tv, così che sia più difficile rintracciarli. Segue altra citazione biblica, Matteo 7, 15:20, poi cominciano a reclutare tutti gli amici dell’orologiaio che trovano, mentre di nuovo parte Mozart in sottofondo. Ricominciano così le incursioni sulla tv nazionale, che non vengono mai sventate grazie a Orso e Carbone.

Qui tocchiamo il tasto dolente. Questa conclusione sarebbe stata perfetta e avrebbe chiuso la puntata mantenendo una certa organicità, intorno ai temi della libertà di espressione e dell’etica politica, ma visto che la serie non ha raggiunto la gloria per niente, hanno dovuto esagerare, introducendo una cosa che non c’entra niente, non è utile alla trama e non sarà nemmeno ripresa nelle puntate dopo.

Sicuramente possiamo affermare che questo cane in particolare ha mangiato OGM o non si spiega la sua bruttezza

Gli ultimi cinque minuti ci mostrano sugli schermi Morfin, un cane parlante che inveisce contro gli OGM. Perché? Perché un cane? Perché gli OGM? Cosa c’entra? Qual è il senso della vita? Poi il gene del pesce artico per modificare il gelato è geniale. Ma soprattutto definire gli OGM un atto criminale e terroristico equivale a diffondere la più totale disinformazione, non si può nemmeno commentare l’ignoranza che questo discorso trasuda, è sconcertante.

Su questa nota tragica, ma sublime al contempo, vi saluto e vi attendo alla prossima puntata. Ricordatevi di mangiare solo mele brutte. Ciao volpotti!

Merendinaatomica
Il disagio è il mio pastore.

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