Adrian Titolo Serie TV Celentano

Episodio 4 – Adrian: la serie evento

O Episodio 4 - Darian: la serie di Gesù Cristo

Supposte, pistole, fede e ragni

Molleggiati, bentornati! Oggi torniam nel mondo che sarà, e laggiù Adrian le nostre coscienze desterà.

La serie si riapre più o meno dove l’abbiamo lasciata. Il capo della polizia parla con Darian in auto. Gli chiede se approvi la costruzione del nuovo palazzo del Potere e Darian ribadisce, per l’ennesima volta, che i palazzi fanno schifo. Neanche un disco rotto è così irritante. Poi, a pochi secondi dall’inizio, ecco che Celentano ci sbatte in faccia il primo cliché: il cattivo che propone una partita a scacchi all’eroe, per valutare il suo avversario. Ovviamente siamo nel futuuuro, quindi la scacchiera è olografica, neanche stessimo prendendo il tè nella Millennium Falcon. Nel mezzo di metafore scacchiste a caso, il capo della polizia offre un mini-show in tv a Darian e lui accetta.

E’ proprio vero che, chi non ha testa, ha gambe

Torniamo da Gilda. Lei va in bici, i soliti tre membri della M.M. (Motociclisti Molestatori), le si avvicinano in moto e le toccano il culo; lei, in bici, sferra un calcio potentissimo ad una moto e la abbatte. Kosa ciera in quele mele? Poi semina le moto in bici, in un inseguimento credibilissimo, si schianta contro un’altra bici e becca una multa.

Nel frattempo il “Governo dei Saggi” (che non si capisce se sia un riferimento platonico o medievale) parla di Darian e scopriamo che esiste un ministro delle pari opportunità, ma non si sa bene di quali opportunità: lavorative? Scolastiche? Di sicuro, in questa serie, tutte le donne hanno pari opportunità di essere stuprate, quindi almeno la dittatura sta facendo un buon lavoro su quel fronte.

Il programma di Darian viene annunciato sui cartelloni pubblicitari e un cane piscia sulla scarpa di un tizio. Non si capisce bene cosa c’entri, quindi tiriamo innanzi. All’annuncio, Armand Letal, il conduttore, che per primo aveva intervistato Darian, si incazza non poco, dandogli dell’opportunista ipocrita e per non perdere gli ascolti, decide di battere il governo sul tempo e intervistare Darian prima dello show. Dopo aver appurato che Darian non è Mastro Lindo e che nella sua cascina ci sono ragni così potenti, che riescono a mordere attraverso le giacche (e fu così che nacque un nuovo eroe; il suo nome era Spiderman!), Armand comincia ad intervistare Darian, mentre si reca allo studio di registrazione, ma lui tiene il broncio e non gli risponde.

La prima supposta d’oro zecchino

Intanto nella Cantina, il locale degli incontri segreti sull’orologiaio, i ragazzi trepidanti attendono lo show di Darian, ma prima va in onda, per la nostra delizia, una delle pubblicità più belle della storia: lo spot pubblicizza una supposta, che ti fa abbronzare, mentre fai zapping e che come controindicazioni ha solo la schizofrenia e la morte. Ma. Cosa? Intanto Darian, forever rebel, se ne frega dello show e va altrove. Sulla strada, un assillante Armand Letal continua a chiedergli dove siano diretti, mentre al pubblico dice una frase, che trasuda megalomania da ogni lettera: “Noi lo seguiremo ovunque. Voi vi domanderete dove sia questo ovunque, ma ovunque non è un paese, ovunque è lui.”. Aiuto.

Dopo una gag che non fa ridere, che conferma, ancora una volta, la stupidità dei soliti studenti universitari, Darian arriva proprio alla Cantina, dove fa un altro discorso pseudo-filosofico su quanto l’uomo moderno faccia schifo e verso la fine comincia a parlare di un uomo mandato da Dio per salvare il mondo, che però fu ignorato e qui, vi giuro, che credevo stesse per dire, che lui era il novello Messia, con tanto di scorcio su piazza San Pietro e cori degli angeli. Ero al settimo cielo, ma subito dopo ha parlato di crocifissione e ho capito che parlava del vero Cristo. Comunque, il fatto che abbia paragonato le due situazioni è già di per sé sconcertante. Immediatamente dopo è colpito da qualche malore improvviso e comincia a farfugliare suoni senza senso. Indovinate cosa succede ora.

5 errori da non fare con photoshop

MONTAGGIO DELIRANTE!! Parte la solita canzone di Celentano, mentre dietro Darian compaiono, guerre, ghiacciai che si sciolgono e bombe atomiche, mentre tutti ballano, nel solito pastone, che alla fine non ha senso. Grazie per aver risvegliato la mia coscienza dal torpore del benessere e averla gettata in quello di un trip di acidi.

Frattanto, Gilda, che off screen è andata all’ennesima seduta di lobotomia, ancora crede che Darian sia in combutta col governo e compra una pistola. Sospiro e spero si spari accidentalmente a morte.

E dopo Gesù anche Santa Madre Chiesa

Sua Eminenza che si concentra per il teletrasporto

Finalmente un po’ di Dranghestein. Il nostro amato Dissanguatore ha un affare bollente per le mani, ma deve trattare con un’organizzazione più tosta della mafia stessa: la Chiesa! Fin qua tutto bene. Con molto garbo e modestia, intima al vescovo di Napoli di lasciargli abbattere una chiesa per costruirci un asilo per i bambini poveri, spacciandosi per un caritatevole cristiano. Il vescovo, che non è scemo, e sa bene che lui ci lucrerà sopra, gli fa “hasta la vista” con due dita e se ne va. Tuttavia, nonostante il vescovo voglia proteggere l’arte, la storia, la cultura etc, anche il Vaticano ha il suo prezzo e la chiesa viene abbattuta, mentre il vescovo cita un’improbabile versione riadattata di Giovanni 12: 7-8. Ancora una volta, bel messaggio di non svendere la cristianità in nome di opere che appaiono buone, solita comunicazione inesistente.

Gilda, a casa, armeggia con la pistola e, ignara, si fa beccare in pieno da Adrian, che però fa finta di niente con tanto di fischiettio nonchalant. Ci spostiamo alla galleria di Milano, dove una scolaresca è in gita a vedere il nuovo mega-store. Il direttore chiede ai bravi bambini indottrinati (ma poi mica troppo, l’insegnate infatti è un’incapace) di enunciargli gli articoli della nuova Costituzione, che sono a dir poco imbarazzanti, ma alla fine, la genia della classe comincia a cantare I want to know al posto dell’Inno nazionale e tutti le vanno dietro, solo per far arrabbiare la prof.

Non so voi, ma la pubblicità de LOUVA, mi fa ridere ogni volta

In piazza Duomo vediamo la cattedrale (o meglio, non la vediamo) ricoperta di pannelli pubblicitari e uno dei bambini chiede alla prof di che colore sia il Duomo. Lei gli risponde di stare zitto che nemmeno lei lo sa (che poi in realtà è vecchia abbastanza per saperlo), ma ecco che, quatto quatto, si presenta il nostro eroe per dare l’agognata risposta al ragazzetto. A parte il fatto, che lo adesca un po’ come un pedofilo, lo porta, insieme ad una compagna, dentro il Duomo e vedendoli entrare, la gente, incuriosita, li segue. Adrian comincia a pontificare sulla bellezza e le solite cose e poi tira pure fuori, che il progetto della cupola del Duomo è di Leonardo da Vinci, che non è vero, però fa figo citarlo, quindi facciamo che ha fatto anche questa cosa, perché “Leonardo da Vinci era un uomo che amava la bellezza, hai presente?”.

La vera bellezza però arriva ora. Sul tetto del Duomo c’è un diavolo di pulsante rosso, gigante, con la scritta “AZZERAMENTO TOTALE COPERTURA PUBBLICITARIA”, lì in bella vista. Nemmeno il più stupido, cretino, asino, di tutti i personaggi malvagi della storia dei cartoni animati più ignoranti, mette il pulsante rosso dell’autodistruzione così esposto, senza sorveglianza, senza sala di controllo, senza nemmeno un pulcioso vetrino di protezione. Santo cielo!! Comunque, dopo che si è formata una fila chilometrica, finalmente, la polizia ha un sentore che qualcosa bolle in pentola. Salgono sul tetto e chiedono chi sia il colpevole. Adrian si fa avanti, ma poi tutti cominciano a urlare “IO SONO SPARTACO” e Adrian riesce a filarsela. Altri tributi brutti a Kubrick? Mi auguro, che risorga come zombie e crocifigga questa gente. Intanto cominciano sommosse in tutta Italia per liberare altre opere d’arte dai cartelloni pubblicitari.

Per fermare l’orologiaio, Dranghestein decide di far commettere apposta atti vandalici in suo nome, per farlo odiare dalla popolazione. E Gilda, ancora ostinata crede che Darian sia d’accordo col sistema! Passiamo oltre, non ci stupiamo più.

Marco, che ha capito tutto e non crede ai falsi volantini, che spacciano l’orologiaio per terrorista, ha un’idea geniale. Va al nuovo mega-store, pieno di strumenti da hacker, supera i controlli citando la pubblicità e fa un “attentato”, caricando I want to know nel sistema. Come se ormai non la conoscessero tutti a memoria. Gli artificieri, a riprova che i test degli agenti dello Stato li potrebbe passare qualunque pecora, non distinguono una bomba da una memoria esterna. Celentano porca p*****a!!

Intanto Orso e Carbone avvertono Adrian e pronunciano dialoghi, che in stupidità e nonsense rivaleggiano con Gilda, soprattutto Orso; veramente, non comprendo come questa dittatura stia in piedi. Già che si salutano con una specie di formula vulcaniana che recita “Benessere e sicurezza”.

Johnny, io di te avevo grandi spetitivi, ma tu li hai dilusi

Spotify è posseduto

Ma veniamo al colpo di scena. Il governo, per non fare di Darian un martire, decide di farlo assassinare dalla persona, che più è stata danneggiata pubblicamente dall’orologiaio: Johnny Silver. Costui, combattuto, si mette ad ascoltare canzoni e nella sua playlist, a caso trova la canzone di Celentano Ti lascio vivere e nemmeno sa come ci sia finita. Che meraviglioso caso fortuito! La sua ex la canta con la voce di Celentano (in effetti lei sembra un po’ un travestito a tratti), mentre lui si deprime. Alla fine, deciso a riconquistare la gloria passata, prende il coraggio a due mani e va ad uccidere Darian.

L’apparizione mistica

Qui, signori, c’è l’unico momento veramente geniale di tutto ‘sto marasma. Vediamo Adrian, ancora travestito da Darian (non si sa perché, visto che nessuno lo sta guardando), che guarda alla tv uno Special del Tg1 dell”88, mandato in onda da Letal. Il presentatore nota come le controversie del programma di Celentano, Fantastico, assomigliassero molto a ciò che sta avvenendo attorno alla figura di Darian. E intanto compare un giovanissimo Mentana. Sono rimasta non poco turbata dall’apparizione mistica. Adrian, vestito da Darian, che guarda Celentano: un Adrianception assurdo, allucinante, io non so quanti stupefacenti insieme devi assumere per concepire una cosa del genere, ma genio, genio assoluto! Quando Johnny, vedendo Celentano, chiede malignamente a Darian se vorrebbe essere come lui, Darian continua questa scena surreale e bizzarra, rispondendo che è Celentano che vorrebbe essere come lui. Il mio cervello è esploso. Questa affermazione, insieme a quella, nelle puntate precedenti, in cui Adrian dichiarava di aver visto crescere Anidride e Carbonica, è il sogno di eternità di Celentano.

Ha i superpoteri, è eterno, è onnisciente, si dà del profeta ed è uno e trino. Capite perché ho veramente creduto che stesse per rivelare di essere il Messia?!

victorlaszlo88 che trascende il suo involucro di carne mortale, dopo aver visto tanta bellezza. Com’è giusto che sia e che succeda a tutti. State ammirando il volto di un vero estimatore, un uomo che ha veduto

Comunque, per la descrizione di questa scena meravigliosa, vi rimando a victorlaszlo88, col quale concordo pienamente, (https://www.youtube.com/watch?v=RMRwxYoVKgU&list=PLiHrTw3CP-cliSOhVIYWS871oQpq-ekXw&index=5) dal minuto 22:20 al minuto 24:36, con interessanti considerazioni, su altri dettagli nel resto del video.

Insomma, dopo questo rigurgito strabordante di egocentrismo, Johnny cerca di ammazzare Darian, in una sequenza di frame singhiozzanti. Johnny lo mette alle strette, ma giungono a salvarlo Buba e un amico che, con una pistola puntata addosso, riconoscono Johnny e si mettono a ballare e canticchiare motivetti delle sue canzoni. Pfff, ovvio, chi diamine non lo farebbe! Perché cavolo non gli spara in faccia, non lo so. Invece, pervaso dall’Ammòre, si ricrede e si pente dei suoi peccati in due secondi, abbandonando i suoi intenti malvagi. Gli hai svuotato un caricatore addosso, inseguendolo per metà delle fogne di Milano e appena vedi due cretini, canticchiare male le tue canzoni, cambi idea?! Il ripensamento che Mewtwo ha alla fine del suo film, è più profondo e realistico di questa roba!

Veniamo lasciati con Darian che annuncia di avere grandi progetti per Johnny (se un gobbo che se ne va in giro come Caronte lo dicesse a me, mi preoccuperei) e io vi lascio augurandovi grasse risa. Alla prossima puntata befane!

Merendinaatomica
Il disagio è il mio pastore.

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