Adrian Titolo Serie TV Celentano

Episodio 3 – Adrian: la serie evento

La forma finale di Freezer

Buongiorno e bentornati amici dell’orologiaio! Tuffiamoci a capofitto in questa fantastica puntata senza indugiare!

Succedono tantissime cose in pochissimo tempo

Veniamo alla puntata. Nei primi sei minuti, un tizio fa finta di sapere l’identità dell’orologiaio, solo per farsi pubblicità, nemmeno gli interessano i soldi, è solo che è un fallito e vuole farsi figo con gli amici e la fidanzata. Ma chi cavolo è seriamente così idiota da mentire agli agenti di una dannata dittatura per una cosa così scema?! Aaah, giusto, siamo in una società stupida a causa del benessere.

Sopraggiungono l’agente Kazzone e l’agente Joppino che, mentre lo interrogano, riescono a essere presi a sberle da ‘sto deficiente e a picchiarsi a vicenda per sbaglio, sotto gli sguardi esterrefatti degli agenti della sorveglianza. Sì, vi capiamo.

Mentre succede questo Oscar trova la sua utilità. Va a prendere alla stazione un’avvocatessa della ditta di orologi, che vuole verificare l’identità dell’orologiaio. Non commento i dialoghi senza senso prima che arrivi lei, ma bello il tocco di realismo dell’altoparlante, che dice “ci scusiamo per il disagio”. Certe cose non cambiano mai. Oscar la accompagna all’appartamento dell’idiota e deduce che è stato rapito.

Gli universitari più stupidi della storia

Intanto arriva una soffiata e Orso e Carbone vanno a pestare a sangue il rettore dell’università, perché l’orologiaio sarebbe uno studente. Ma lui cosa c’entra? Cercate lo studente. La soffiata l’ha fatta la combriccola di sfigati, amici di Ruben, che argutamente si chiedono, come faccia il governo a sapere della soffiata, se loro l’hanno fatta alla Lamouche, la ditta di orologi. La butto lì: forse perché è un regime dittatoriale, che deve avere tutto sotto controllo. DUH! Dopo aver avuto l’ennesima conferma che questi quattro scappati di casa non dovrebbero studiare in università, Oscar, capisce che il governo ha una talpa alla Lamouche.

La capra e i campagnoli

Ed ecco che giunge l’immancabile appuntamento col vaneggiamento musicale di turno. La canzone, che, come al solito, denigra la metropoli e il suo anonimato (che monotematicità comunque, sembra di guardare la trasposizione animata povera di una fusione tra le opere di Baudelaire e Doeblin), parla anche di poveracci che arrivano dalla campagna e vengono sfottuti dai cittadini. Quindi perché non mostrare due comitatini con ceste di vimini, vestiti del secolo scorso e una capra (UNA CAPRAH!) al guinzaglio, che canta la canzone stessa, e farli guardare attorno come se fossero vissuti in Uganda, in una capanna di fango, per tutto questo tempo. Va bene che usiamo le iperbole, ma non è che la gente che vive in campagna non sa cosa sia il cemento, esistono internet, le auto, le vacanze, i racconti di ‘Ntoni dopo che è tornato dalla grande città alla peggio. No, era il caso di dipingerli come dei poveri bifolchi, che vanno in giro come se fossero due bambini presi da una solfatara e buttati nel mezzo di New York. Pronto? E’ il 2069, tutti dovrebbero sapere cosa sono tabloid e grattaceli!

A questo punto, va in onda la notizia del pestaggio della Banda Bassotti e Gilda, ancora priva di intelletto, si ostina a credere che Adrian e la Volpe siano due persone diverse, mentre Adrian la percula sostenendo, che per lui la Volpe è troppo violenta.

Kreismeister: oltre che tedesco sulla divisa ha quelle fascette rosse che ricordano un certo totalitarismo

Intanto alla Lamouche, grazie all’avvocatessa, capiscono di avere una talpa, così si mettono ad interrogare tutti i dipendenti. La mia anima ha pianto sangue, quando il compito è stato affidato al capo della sorveglianza, che ha un accento tedesco ed un nome cattivissimo, Kreismeister. Santo cielo! Non bastava il fatto che gli svizzeri siano dipinti come maniaci della puntualità, ci mancava lo stereotipo razziale del tedesco granitico e malvagio. Alla fine un tizio viene accusato a caso di essere la talpa.

Finalmente, torniamo dall’unico personaggio quasi simpatico di tutta la serie. Dranghestein, è l’artefice di tutta la faccenda della talpa, che scopriamo essere proprio Kreismeister. Il riferimento ad “un certo Obama” è sublime, come anche la politica filotrumpiana per farlo apparire ancora più malvagio.

L’ultima trasformazione

La bellezza

Purtroppo non restiamo con lui a lungo. Adrian torna a trovare Diossido e Carbonio, che lo spediscono in un rudere per recuperare un album di fotografie. Adrian torna Caronte, va alla casa, trova l’album, poi si siede davanti ad uno specchio per truccarsi. Comincia a fare espressioni strane davanti allo specchio, sembra quasi che gli animatori si stessero esercitando e sfodera delle facce degne di Mass Effect: Andromeda prima della patch.

Orso e Carbone perdono anche l’ultimo neurone e non riescono più ad intavolare un discorso sensato. Riporto testuali parole: “Secondo me ci stanno fregando.” – “Chi?” – “Eeeh gli stessi che ci stanno fregando.”. Va bene…
Grazie al cielo, il fato gli fa cascare davanti Gilda, così la seguono fino a casa. La cosa più irritante è che devono sempre spiegarti in anticipo, con qualche dialogo inutile, cosa faranno i personaggi di lì a poco, perché Celentano non sa cosa sia lo storytelling. Oscar, la seconda persona intelligente in questo naufragio, va a parlare con l’uomo licenziato a caso dalla Lamouche e capisce tutto. Avverte l’amministratore delegato dell’azienda, per salvare l’orologiaio e fa mettere Kreismeister sotto sorveglianza.

I due agenti intanto sorvegliano la casa di Adrian, quindi lui decide di farsi vedere e minacciarli di fare un accordo con gli svizzeri, per metterli a tacere. Loro lo riconoscono, ma avendo paura di perdere il posto, accettano di aiutarlo. Visto che sono gli unici a sapere dove abita, Adrian dice loro, che al capo della polizia forniranno un altro indirizzo (la catapecchia delle vecchie) e che d’ora in avanti, lo dovranno chiamare DARIAN! A questo nome si scatenano vento, tuoni e fulmini, il cielo si oscura, neanche fosse morto Cristo, e a due tizie si solleva la gonna. Quando pensi che una scena non possa essere più trash di così, ecco che ti stupisce col tocco finale. Insomma alla fine il capo della polizia vede Adrian nella sua forma finale: un miscuglio tra Adrian, John Lennon, Quasimodo, la Befana e un mocio Vileda. In un sol colpo ha ottenuto un risultato di merda sia per l’aspetto sia per il nome.

Darian o la Befana
Marco pestato a sangue era più divertente

A questo punto viene introdotto un personaggio importante per la trama: Marco. Questo “cazzone”, parole di Dranghestein non mie, va a dire in tv che ha le registrazioni audio originali della canzone di Adrian e che le metterà online perché tutti devono sentire il Verbo. Dranghestein appunto si incazza e gli manda due scagnozzi in casa per pestarlo e sequestrargli il cellulare. Peccato che i due siano dei boomers e non sappiano che si possono fare più copie di un file su diversi dispositivi. Quindi alla fine Marco lancia online la canzone.

L’espressione di Adrian è sempre la cosa migliore

Intanto Adrian, che ha aperto gli occhi ai due agenti, riguardo la malvagità della dittatura (altro buongiorno), complotta le prossime mosse. Torniamo repentinamente a casa, dove Gilda si spoglia e comincia un altro montaggio di schizzi preparatori semi-animati. Oh Dio, non so se sboccare vomito o gioia. Ma quello che succede alla fine della sequenza è anche meglio. Improvvisamente, mentre Adrian fugge da Gilda, nuovamente posseduta dallo spirito della ninfomania, il doppiaggio ha un ictus e si sentono i due che farfugliano a bassa voce cose tipo “scopiamo che poi arriva la polizia” e “non fare il cretino”, mentre ridacchiano come due dodicenni. Ehm…cosa è appena successo? Cambia scena, il capo del governo decide di rendere pubblica la faccia di Adrian e mentre succede questo, compaiono altre bozze semi-animate di sesso! E’ un delirio costante.

Darian si mostra al pubblico, ma Marco, l’unico con degli occhi funzionanti, vede la foto e dice che lui non se lo ricorda così. Forse abbiamo trovato la terza persona intelligente della serie. Darian va ad un talk show e, dopo 5 secondi, Marco si convince di ricordarlo male. Come non detto. Comincia il match tra Darian e il Pppotere, mentre tutto il paese, compreso Johnny Silver, ormai caduto in disgrazia, si ferma per il grande evento. Darian a questo punto fa un discorso lunghissimo, accusando il consumismo, la massa anonima della città, i centri commerciali, l’assenza di relazioni umane, il fatto che la gente si perde le piccole cose e i piccoli piaceri della vita. E’ anche un discorso piacevole a voler vedere, un po’ datato e generalizzante, ma non sbagliato in sé. Dietro le quinte Marco e la sua amica incontrano Darian, il quale offre loro da bere. Loro rifiutano e lui “ah bravi”. Por caridad, non sia mai che i bravi ragazzi, che si ribellano al regime, non siano casti e puri e suonino canzoni tipo hippies sotto un albero. Geniale poi che Darian venga soprannominato Befana in onore del compleanno di Celentano. Un altro po’ di egocentrismo faceva bene allo spirito.

Gilda e la stupidità parte 6394387427636

Segue una scena inutile in cui Gilda pensa male di Darian, che sia solo un fantoccio del Potere, mentre Adrian sostiene il contrario, sfottendola palesemente per la sua stupidità. Dopo altre scene inutili, hanno un’altra conversazione, nella quale Gilda non vuole sentire ragione e sfodera le migliori tesi complottiste del millennio, mentre Adrian la guarda annoiato come se fosse una decerebrata. Qui c’è il rispetto di coppia elevato alla infinito. Lui cerca di convincerla inutilmente, ma lei è in vena di grane. Intanto Johnny, che è stato pure piantato dalla sua ragazza, si dispera per la fama perduta e fa un discorso filosofico, ad un paio di passanti, sulla morte e altri vaneggiamenti pseudo-baudelairiani.

Un pestaggio vero sarebbe stato d’uopo e gradito

Gilda va al cascinale di Darian, mentre Adrian si traveste. Nel frattempo lei tenta di insinuare il dubbio sull’identità di Darian, nella folla di giovani davanti alla casa, fallendo miseramente. Non so decidere se è più stupida lei, che, così facendo, attirerebbe di nuovo l’attenzione su Adrian (cosa che di cui si è lamentata fino a 5 minuti prima), oppure i ragazzi con il cervello lavato dalla tv, che non sanno nemmeno distinguere una persona da un aborto. Il nobile scopo di Gilda, di svegliare le menti dei ragazzi, viene vanificato da Orso e Carbone che la salvano da un pestaggio, purtroppo. Darian intanto si prepara ad andare in scena.

E qui si conclude il nostro disagio bisettimanale signori. Alla prossima puntata e al prossimo delirio.

Merendinaatomica
Il disagio è il mio pastore.

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