Adrian Titolo Serie TV Celentano

Episodio 2-Adrian: la serie evento

Il primo livello del supersayan

Il Matrix dei poveri

Ben ritrovati, molleggiati! Entriamo subito nel vivo di questo fantastico episodio. L’agente Kretino e l’agente Jenio ci catapultano nel Matrix dei poveri, per cercare Adrian, del quale ancora non ricordano il volto. Dal tenore della conversazione capiamo fin da subito, che le selezioni statali degli agenti segreti funzionano come ogni altra cosa statale in Italia. Beh, per lo meno c’è un po’ di realismo. Alla fine decidono di cercarlo alla vecchia maniera. Sì, mi sembra un procedimento molto più veloce che usare un supercomputer.

Nel frattempo Adrian sta serenamente prendendo tè e biscotti con Anidride e Carbonica. Loro vogliono che lui combatta come gli hanno insegnato, ma a lui la violenza non piace, quindi la vendetta non s’ha da fare. Quindi conosce anche le arti marziali, oltre ad avere i superpoteri. Gli fanno notare che una dittatura, senza le botte, non cade e lui alza gli occhi tipo “anvedi ste vecchie rompi*******”.
Intanto, in università, gli studenti distribuiscono volantini riguardo un dibattito sull’orologiaio, mentre il nerd supergenio di turno, parla di lui come se fosse il novello Nostradamus. Lo doveva dire per forza quello intelligggente del gruppo, che fa pure stare zitto il prof in classe, perché se lo dice lui è più vero.

Nella fucina del tempo, filtra dalla porta uno di questi volantini. Adrian lo guarda circospetto, poi compare magicamente accanto al foglio, non si sa se grazie al teletrasporto o ad un colpo di sonno dell’addetto al montaggio.

Il barcone di Lampedusa

E a proposito del montaggio: nuova sequenza musicale delirante! La farò breve, guardatelo per i dettagli. Ci troviamo in un cantiere, poi c’è la caccia all’uomo di Orso e Carbone, poi una città bombardata, gente che si dispera, gente sui barconi che annega, tipo La zattera della Medusa, infine ancora gli orologiai, che vengono pestati dai soldati della Mantel. Coerente.

CUT!

Gilda con un vestitino rosso battona e giro passera. Ci sta. Si denuda per andare con Adrian al dibattito clandestino, ma Adrian non vuole, per non metterla in pericolo. Angosciata, Gilda gli dà una maschera a forma di muso di volpe, cosicché il suo bello non venga riconosciuto. Molto astuta, certamente così non darà nell’occhio. Anche Adrian glielo fa notare, ma poi cede. Segue limone duro e palpata. Lei è incredibilmente sempre nuda, mentre lui no, anzi scappa quando lei cerca di spogliarlo (ma chi ti crede. “Maschilismo?” – “No, non so cosa sia, ma grazie comunque!”).

Arriviamo dunque in un locale seminterrato. Jazz, giovani ribelli, un branco di centauri che si drogano e molestano due tipe, le solite cose. Nel frattempo comincia il dibattito e una delle due ragazze, incapace di esprimersi in italiano, dice quanto sia figo l’orologiaio, mentre il pubblico la accoglie come gli alcolisti anonimi.
Dopo l’intervento politicamente impegnato del nerd sopracitato, le due ragazze, infastidite dai motociclisti, se ne vanno e loro le seguono.

Questa non è nemmeno la mia forma finale

Istantanea da Ballando con le stelle

Com’era prevedibile le tizie vengono quasi stuprate. E ora arriva il momento dell’ascensione. Adrian appare in una nuvola di nebbia, con indosso la maschera da volpe, parlando ai delinquenti in poesia. Capolavo…no, no, mi devo trattenere. Adrian sfodera delle arti marziali che neanche la scuola di Hokuto, dopodichè parte della musica spagnoleggiante e comincia a pestare i quattro tizi ballando, mentre le ragazze, corrono avanti, poi la corsa si riavvolge, poi cadono a terra, non si capisce cosa stia succedendo.

Poi l’ombra di Adrian pesta le ombre dei tizi più velocemente di Adrian stesso, che manco Peter Pan. Finito il massacro, il nostro eroe va a dire alle due ragazze LA FRASE: se avessero bevuto meno, avrebbero evitato la situazione. L’intento di Celentano era chiaro, non intendeva insultare le vittime di stupro, come qualcuno ha pensato, ma diciamo che quando si esprime non è proprio Cicerone. Ecco spiegati i pessimi discorsi femministi della Pastorelli nei pre-show, per mettere una pezza al fraintendimento (non so come abbia fatto a rimanere seria pronunciandoli). Consiglio la visione.

Prima apparizione della Volpe

Intanto Ruben, il nerd, viene sequestrato e picchiato dagli agenti del governo, per le sue simpatie verso l’orologiaio. Il genio se ne vanta pure, quindi gli auguriamo di marcire in cella. Intanto le poltiglie di stupratori vengono portate in ospedale e interrogate. C’è un altro siparietto con i due agenti che vuole essere divertente, ma risulta solo senza senso. Altro montaggio con cose buttate dentro che si sovrappongono. I quattro stupratori erano esperti di arti marziali. Ovviamente!

A casa, all’arguta Gilda, sentendo le notizie sull’uomo mascherato, sorge il dubbio che Adrian sia Zorro, ma poi ci ripensa. Improbabile.
Intanto il regime, per far dimenticare l’orologiaio, rilancia Johnny Silver con un’intervista inutile, che lo fa apparire ancora più idiota.
Din, din, din! Nuovo personaggio: Oscar, il giornalista che vuole scoprire la verità a tutti i costi. Ah sì, questo cliché mancava.

Gilda che attenta alla salute pubblica

Ma introduciamo la seconda scena clou della puntata: “l’attentato”. Gilda, per combattere la dittatura, va al supermercato e mette delle mele del suo giardino in mezzo a delle perfette mele ogm. Una signora, distratta dal figlio ne afferra una, la vede e sviene. Classica reazione da shock melofilattico. Il figlio, invece, se ne sbatte altamente la ciolla e si mangia la mela sotto gli sguardi atterriti dei clienti. Altro cliché meraviglioso sull’innocenza dei bambini. Ma sì, tanto ormai.

Vorrei far notare per gli estimatori dei dettagli, i cartelli pubblicitari. Guardateli bene.

Il capo della polizia intanto riferisce all’oligarchia (con membri dall’aspetto e dall’autorevolezza discutibili), che ha messo sulle tracce dell’orologiaio e della Volpe, i suoi agenti migliori; che sono sempre gli stessi. Mah, il comune sarà a corto di fondi, le comparse faranno bene ad aspettarsi multe per far cassa. Gente viene pestata, porte vengono sfondate e un tizio ha una specie di infarto durante un interrogatorio.

Veniamo a Oscar. Niente, in realtà lui è ancora abbastanza inutile, pubblica un articolo in favore della Volpe, grazie a Luisa (una delle tipe salvate dallo stupro) e poi parte un altro montaggio nonsense.

La solitudine delle trame inutili

Si capisce che sono francesi dai baffi

A questo punto viene introdotta una sottotrama poco utile. Siamo a Ginevra dove gli amministratori di una ditta che produce orologi vedono calare le vendite. Perchè non usare la faccia dell’orologiaio per farsi pubblicità? Quindi la cosa più logica è mettere una taglia sulla sua testa. Ehm, cosa?! Ma è legale? Qualche stereotipo francofono e svizzero dopo, l’orologiaio viene paragonato a Dio, solo perché nessuno conosce la faccia di entrambi. Geniale. E’ esattamente la prima cosa che viene in mente pensando a Dio. Ma poi Dio ce l’avrà una faccia? Non divaghiamo. Complimenti per la notevole esondazione di narcisismo comunque. Odo già le critiche. “Tu non conosci Celentano!”. No, giusto le cose essenziali, ma so che ama esagerare, però stavolta i fumi dell’egocentrismo gli hanno dato un po’ alla testa.

Le cubiste di Tron (perchè animare qualcosa di diverso è troppa fatica) annunciano la caccia all’uomo e Gilda si preoccupa, ma Adrian tronfio come sempre, va a dire in faccia ad una signora che è l’orologiaio, per dimostrare che tanto le persone non hanno un cervello tranne lui e infatti la signora non lo riconosce. Poi si allontanano mentre Adrian dice a Gilda che ha troppi vestiti addosso e lei gli dà del maniaco. Invece lei può fare la ninfomane.

La Banda Bassotti

Compare quindi la novella Banda Bassotti, formata dalla signora delle pulizie moldava, pronta per la Messa, Kratos in versione colletto bianco e il fratello fallito di Sherlock Holmes. Direi che, con un simile assortimento di astuzia e abilità, l’orologiaio non ha scampo. Invece all’università, gli amici di Ruben vogliono continuare a propugnare l’ideale di libertà dell’orologiaio. Anch’essi si presentano come un’altra combriccola di genii.

Milano Underunderground

Arriviamo agli ultimi dieci minuti della puntata. Un’epifania. A quanto pare sotto Milano c’è un’altra Milano, tipo Futurama, ma senza mutanti. Adrian, come fosse Caron dimonio, porta le vecchie per il naviglio, mentre viene insultato il cemento e la sua bruttezza. Gli emarginati della società intanto fanno festa, perchè Buba (o Booba, boh), un tizio di colore, islamico (mi raccomando, calca su islamico, che se no non è abbastanza emarginato, il messaggio non era già abbastanza palese), ha ottenuto il permesso di soggiorno e può vivere di sopra. Ci mancavano solo l’immigrazione e l’emarginazione in questo pastone.

Quindi, nella solita ottica del reietto, che prova i sentimenti più autentici ed è veramente vivo, non come i decerebrati che vivono nel benessere bla bla bla, pippone sul pauperismo cristiano, Buba esce da un tombino e viene massacrato dal Team Rocket, che lo scambia per l’orologiaio. In quell’istante arriva la Volpe. La reazione di Kratos è quella che avrebbe chiunque, quindi un applauso alla sceneggiatura. Adrian massacra la banda e Buba è salvo. Apprezzabili le fratture esposte; cominciamo a fare sul serio.

La reazione di Kratos

Infine gli svizzeri si compiacciono del successo della caccia all’uomo e la puntata si chiude con una battuta (credo) sulle note di una canzone allegra.

Puntata impegnativa. E’ solo la seconda e c’è già così tanta carne al fuoco, troppa direi, ma migliora, migliora, non temete, le idee sono tutt’altro che esaurite. Gli stereotipi razziali sono una delle cose che dà più gioie in questo episodio. Ovviamente chiamerai due tizi che parlano francese, Jacques e Jean. Il resto invece è così sublime, che non si riesce a capire se Celentano lo abbia fatto davvero di proposito o sia veramente così ingenuo nella comunicazione e nella trattazione di alcuni temi. Forse è solo un problema generazionale. Dubito che intendesse fare qualcosa di trash, quindi, purtroppo e per fortuna, propendo per la seconda ipotesi. Il trash involontario dà sempre i risultati migliori.

Merendinaatomica
Il disagio è il mio pastore.

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