4 Chiacchiere : 2 Ingegneri = 6 : π

Qualche giorno fa ero fuori in giardino a studiare, prendendo anche un po’ di sole e uno dei miei vicini di casa, studente di ingegneria al Politecnico di Milano, stava parlando in vivavoce al telefono con non so bene chi, ma non è importante. Mentre parlava di lezioni online, ha iniziato a ricordare i tempi d’oro quando ancora ci si trovava a fare lezione in aule infernali e sovraffollate. Quello che però mi ha colpito ad un certo punto è stato il commento all’incapacità di certi professori di far funzionare microfono e proiettore: “tutti ingegneri!”.

Persone che prendono in giro ingegneri, ingegneri che insultano altri ingegneri, meme su ingegneri. Quello dell’ingegneria è un mondo fantastico, fatto di amore ed odio quotidiani verso e da chiunque.
Forse perché c’è un ingegnere dietro ad ogni angolo, forse perché vengono interpellati per ogni cosa, forse perché c’è un ingegnere per ogni problema, non lo so. Ma la cosa mi è sembrata interessante e volevo capirne di più. Ho quindi deciso di farmi una bella chiacchierata con due miei amici aspiranti ingegneri.

Matteo ha 24 anni, studia al Politecnico di Milano e sta facendo la Magistrale in Ingegneria Meccanica.
Mattia ha 23 anni, anche lui studia al Poli ed attualmente è in Erasmus in Svezia.

Il mondo dei meme sugli ingegneri è vastissimo, penso per esempio al “fidati di me, sono un ingegnere”, come mai tutto questo accanimento?

MATTIA: Perché siamo una categoria molto memeabile ( = facilmente soggetta alla creazione di meme). La gente che studia ingegneria esce dall’università fuori di testa, si presta quindi molto bene all’essere memata. O quantomeno è più facile fare meme su un ingegnere rispetto che su uno che ha fatto scienze delle comunicazioni.
MATTEO: Siamo si molto memeabili, ma non solo perché usciamo dall’università pazzi e senza capelli. Noi ingegneri, se ci viene posto un problema, lo risolviamo o quantomeno proviamo a farlo e se finisce che lo risolviamo in maniera stupida la gente ride, ma per noi è comunque risolto. Altri si attribuiscono il titolo di ingegnere per prendere in giro chi il titolo lo ha veramente: “ho tirato un cavo, sono un ingegnere”.
Un’altra questione legata ai meme deriva da facoltà scientifiche differenti dalla nostra, come matematica e fisica, che ci prendono di mira dicendo che noi approssimiamo (per esempio π=3 e non 3,14…). Gli è permesso farlo perché al mondo ci sono veramente ingegneri che lo fanno (detto in tono dispregiativo).

Immagine da Ingegneria del Suicidio

Non è solo tra il resto del mondo e gli ingegneri, anche tra ingegneri stessi spesso non scorre buon sangue sui social, come mai?

MATTIA: Allora, dipende: ci sono tanti ingegneri A che prendono in giro ingegneri B. Io rispetto a questo tipo di meme preferisco quelli esclusivi di alcune nicchie. In facoltà ci sono moltissimi corsi diversi e di conseguenza nascono molti meme che possono essere capiti solo da chi studia determinate cose e questo crea un piacevole senso di cameratismo.
Detto questo ci sono anche molti meme ing. A vs ing. B che fanno un sacco ridere.
MATTEO: Completamente d’accordo. 
Esiste questo stereotipo secondo cui esistano degli ingegneri non ingegneri: i gestionali. L’essere umano associa alla figura dell’ingegnere uno che ha sofferto per studiare, arrivando alla fine senza capelli, senza vita sociale, senza ragazza e a cui piacciono le macchine. Questa attribuzione di divinità da parte della gente comune ci fa vanto. Noi siamo i sopravvissuti. Nel momento però in cui questo titolo viene attribuito a chi non ha sofferto, parte automaticamente la discriminazione. L’ingegneria storica inoltre non ha nulla a che vedere con quello che oggi fanno i gestionali. 
Poi siamo invidiosi perché loro sono pieni di patata e hanno stipendi più alti.
Questi sono stereotipi comuni, personalmente la questione non mi interessa, io me la vivo molto zen.
MATTIA: È vero, quelli di gestionale non capiscono i meme, sono l’anatroccolo brutto che guadagna più soldi.

È vero che esiste un ingegnere per qualsiasi cosa?

MATTIA: Ci sta. O meglio, ci sta, ma in qualsiasi cosa di tipo tecnico. Anche un gestionale può dare un contributo più sensato di quello di un manager in molte situazioni. Perché sono bravi tutti a parlare, ma le cose bisogna anche farle e in questo secondo me noi ingegneri siamo avvantaggiati, mettiamo le mani in pasta molto prima rispetto ad altri. Anche per questo poi possiamo dedicarci a un miliardo di tipi diversi di lavoro. Dalla progettazione di un edificio, alla macchina, all’aereo fino alle sedie dell’Ikea.
MATTEO: Se si va a guardare dal punto di vista letterario la definizione di ingegnere, è “colui che con competenza tecnica risolve un problema“. Il primo ingegnere probabilmente era un romano addetto alle costruzioni, poi il concetto si è evoluto. Ad oggi per essere ufficialmente un ingegnere bisogna anche entrare nell’albo, non basta laurearsi. L’ingegnere non è quello che inventa cose, ma colui che risolve problemi, il che spesso lo porta ad inventare cose. Potremmo quindi dire che chiunque risolva un problema, in teoria, è un ingegnere (anche se il titolo è farlocco). Quindi si c’è un ingegnere per tutto, tanto che quando uno ti dice come fare qualcosa anche se non ne ha le competenze, gli dici “we ingegnere!”.
Realisticamente parlando, diventare un ingegnere vero e proprio è difficile, anche se negli ultimi anni stiamo aumentando.

[…] nel porno non ci sono ingegneri. O forse si, magari ce n’è uno che gestisce il sito.

Quali sono gli ingegneri che sopporti di meno?

MATTEO: A me verrebbe da rispondere i meccanici stessi, le aule dove faccio lezione sono un concentrato puro di casi umani. Forse anche io sono uno di questi, ma alcuni sono molto peggio.
MATTIA: Non potrei essere più d’accordo.

Sperando di aver sempre scritto ingegnere senza “i”, mi auguro di avervi aiutato a delucidare anche solo un poco quello che è il complicato mondo degli ingegneri. Forse non riusciremo mai veramente ad entrarci e a capirlo, anche perché non lo capiscono nemmeno loro, ma anche solo osservarli da lontano, come osservi gli animali che si struggono per accaparrarsi il cibo dei visitatori al Parco delle Cornelle, è qualcosa che a mio parere vale la pena sperimentare sulla propria pelle.

Francobollo
Mi piacciono le rocce. Studio le rocce. Mi piace il basket. Non gioco più a basket. Ora mi occupo anche di trash. Non è male.

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